Giu 26, 2025

Passerina, quel compromesso tra dolcezza e acidità

Vitigno a bacca bianca dell’Italia centrale a lungo snobbato ma di recente riscoperto soprattutto in estate con pesce e crostacei

Parliamo ancora di vitigni e di un vino dal nome molto simpatico, il Passerina bianco. Un vitigno autoctono dell’Italia centrale, coltivato in diverse regioni ma in particolare nelle Marche, in Abruzzo e nel Lazio, nella provincia di Frosinone. I suoi piccoli acini che diventano dolci e gustosi una volta giunti a piena maturazione, sono il cibo prediletto dei passeri; da qui sembra che derivi il nome. 

Parliamo di un vitigno per anni un po’ snobbato rispetto ad altri bianchi del Centro Italia, ultimamente però rivalutato e inserito in diversi disciplinari. Molti lo confondo con il Trebbiano (sembra appartenere alla stessa famiglia),  e soprattutto con il Pecorino, ma le sue caratteristiche sono ben definite e diverse rispetto a quest’ultimo: è più delicato e dalle note fini, profuma di fiorellini bianchi e mela verde, è leggermente sapido, meno acido, e si caratterizza per una dolcezza sottile che lo rende super “beverino”.

Si beve in purezza e in assemblaggio, spesso proprio con il  Pecorino. Di tipico questo vitigno ha proprio la buona concentrazione di dolcezza nei suoi acini, che si affianca a una bella acidità. Si trova anche in versione spumantizzata oppure nelle tipologie Passito e Vin santo. Quando lo si beve in purezza è facile notare il color giallo paglierino, a volte con riflessi verdolini; le note olfattive spaziano dalla mela verde, come dicevo prima, agli agrumi, con sentori a volte di miele o erbette. Altre caratteristiche sono l’acidità, ben bilanciata, la sapidità e la chiusura con un retrogusto un po’ amarognolo. É un vino che pur essendo un bianco si presta bene a invecchiare: Passerina di qualche annetto avranno note più speziate, di caramello e vaniglia, frutta secca. 

Il Passerina è diventato più famoso grazie alle denominazioni di origine di Marche e Abruzzo, che lo hanno inserito nei loro disciplinari. Tra quelle delle Marche ci sono il Falerio dei Colli Ascolani DOC e l‘Offida Passerina DOC, il cui disciplinare prevede anche la versione Vin Santo, Passito e Spumante. In Abruzzo, invece, viene assemblato dal 15 al 40% nel Controguerra Bianco DOC, anche Passito, e nel Controguerra Passerina DOC. Nel Lazio lo si trova come Passerina del Frusinate IGT.

È un bianco che a mio giudizio va benissimo in estate, perché in versione ferma accompagna fritture di pesce, risotti ed è una bomba con i crostacei e io l’ho gradito anche con i tipici arancini siciliani, anche se l’abbinamento non è regionale. In versione bollicina, ottimo con antipasti di mare, formaggi e salumi. 

A me piace molto, in estate soprattutto, sei d’accordo?

E allora… 

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